mercoledì 20 agosto 2014

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È che quelli dell’Isis non hanno sense of humor, sennò la testa di Foley l’avrebbero spedita a Di Battista accludendo due righe del tipo: «Ci giunge notizia che lei si fa promotore di un dialogo con noi. È lei quello che “dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione”, giusto? Bene, il fatto che voglia “provare a comprendere” le nostre ragioni ci fa chiudere un occhio sul fatto che lei né le “approva” né le “giustifica” e con la presente voglia gradire i sensi della nostra piena disponibilità ad un cordiale scambio di opinioni. Non vediamo l’ora di essere “elevati a interlocutori”, è così che ha detto, giusto? Lasciamo a lei la scelta di data e luogo, caro Alessandro, e sappia che non abbiamo alcuna obiezione all’eventuale richiesta che la discussione vada in streaming, ché l’occhio della telecamera non ci rende timidi».
Certo, aperto il pacco, il cittadino Di Battista sarebbe diventato bianco come un cencio, ci sarebbero voluti i sali, ma chi non avrebbe gradito lo scherzetto di quei simpatici burloni? È d’un tal noioso, quest’agosto 2014, che un dibattito tra le vittime dell’“ingiustizia sociale” che genera terrorismo sunnita e le vittime dell’“ingiustizia sociale” che genera nonviolenza grillina sarebbe stato stimolante assai. E invece niente, tutto maledettamente piatto. Non una novità. Ah, sì, volendo ci sarebbe la scoperta che la Boschi ha un culo spaventosamente basso, ma questo è un blog d’un certo livello e allora omissis.
Niente, non succede un cazzo di niente, tutto scorre nel tran tran. Bergoglio con la mania di fare il simpatico con tutti, e poco manca che dica due miti paroline sull’eterologa, spiazzando quella povera donna della Lorenzin. Renzi che rilancia bluff su bluff, e poco manca che annunci la riforma del calendario, perché portando la settimana a dieci giorni il Pil potrebbe avere una scossina. Banali nubifragi al nord, le solite code sulle autostrade, la cronaca nera si prende lo spazio lasciato dal calcio, e il ghiaccio nel mojito si squaglia. Insomma, si muore di bonaccia.    

55 commenti:

  1. Ci sarebbero i tumori di Pannella.

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    1. Se non vedo i vetrini istologici, non ci credo.

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  2. Obiezione: a mio modesto avviso, i culi bassi alzano il livello. Omissis di che cosa.

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  3. Come al solito lei si perde nelle bazzeccole e non spende nemmeno due parole su Conte allenatore della nazionale. Vergogna!

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  4. Lei è stato via dott.Malvino e non si è perso solo le principali notizie ma soprattutto le principali reazioni alle principali notizie.
    Non si spiegherebbe altrimenti il suo aver scritto questo post, evidentemente frutto dell'unica spiegazione che in ogni angolo di web viene opposta a qualsiasi lettura vada nella direzione nella quale ha diretto questa sua: lei non ha letto l'articolo di Di Battista.
    Il sottotesto del totale leggibile in giro nei giorni in cui è stato via glielo sintetizzo così: se ha letto Di Battista applaude Di Battista - Se critica Di Battista non ha letto Di Battista.
    O non l'ha capito.
    O l'ha letto solo attraverso la stampa di regime.
    O ha sentito solo le notizie dal tiggì colluso.
    Scelga lei un'opzione tra queste, valgono tutte.
    Tenga conto che in ogni caso e a prescindere dalla scelta lei è uno che non s'informa.

    Confido nel celere intervento di Annamaria, non dovrebbe tardare molto.

    In ogni caso bentornato.

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    1. È impegnata su Liberazione, ha avuto un incontro con l'ironia, ma non l'ha riconosciuta.

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    2. Mi tocca risponderle.
      Poiché lei mi chiama in causa avendo letto, con ogni evidenza, i miei precedenti commenti, trovo che la sua frase "se ha letto Di Battista applaude Di Battista - Se critica Di Battista non ha letto Di Battista" sia un bel po' disonesta.
      Perché io ho detto "esattamente il contrario".
      Ho detto che se uno (nel nostro caso il commentatore @Urzidil), dopo aver letto e preso in esame un articolo, ne conclude che è opera di un cretino, non c'è nulla da eccepire, perché si tratta di un giudizio negativo ma argomentato nel merito.

      Diverso il caso di chi usa un'unica frase, estrapolata da tutto il resto, per falsare e distorcere il senso di quell'articolo-giusto o sbagliato che sia, condivisibile o 'cretino', non è questo il punto.

      Beninteso, non è affatto obbligatorio occuparsi del Di Battista, in vacanza si può fare decisamente di meglio.
      Quello che non si può fare è alterare e censurare volutamente il pensiero di qualcuno senza averlo letto, o fingendo di non averlo letto: operazione tanto più grave se la compie un giornalista.

      Per fortuna c'è giornalista e giornalista.

      "Ecco, ci sono due modi per opporsi alla barbarie.
      Uno è diventare un po’ più feroci, incazzosi, integralisti, dogmatici, vendicativi e violenti: insomma, un po’ più simili ai barbari.
      E l’altro è quello giusto" (Alessandro Gilioli, 'Piovono rane', 20 agosto 2014)
      Non le piace? A me sì, molto.
      Lo legga tutto, merita. Conviene sempre 'leggere tutto', prima di pontificare.


      Poi c'è Bordin: uno che Di Battista proprio non lo ama, ma che stamattina, a termine della rassegna stampa a R. Radicale, è tornato ancora sulla questione, "non" per sostenerne il pensiero, "ma" per stigmatizzare nettamente l'operazione di censura e deformazione che del suo pensiero è stata fatta.

      Non va bene Massimo Bordin?
      Lei apprezza di più 'quegli altri', quelli che oggi linciano il grillino di turno, ma fino a ieri esaltavano gli 'eroi' dell'Isis, che piacevano tanto, ma proprio tanto quando sgozzavano e decapitavano il 'mostro siriano'?

      Si sa come vanno le cose con questi 'mostri'.
      Succede che, essendo, giustappunto, mostri, ti si rivoltano contro e non li tieni più.
      Ma non è stato Di Battista a evocarli, sa? E nemmeno è stato lui a celebrarli, sa?
      Son stati 'quegli altri', quelli che oggi vigliaccamente linciano Di Battista, sa?

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    3. @ Bruno
      Ho letto il post di Di Battista e ho seguito le polemiche che ha sollevato. D'altronde, nel testo della letterina che l'Isis acclude al pacco avrà notato che ho riportato in virgolettato i punti salienti in cui si articola la sua posizione. Non faccio nessuna fatica ad ammettere che il suo post sia stato pesantemente e rozzamente travisato, ma non faccia torto alla sua intelligenza e faccia uno sforzo per penetrare lo spirito del post, che non a caso arriva dopo l'uccisione di Foley. Quand'anche la voglia di dialogo che Di Battista ha espresso non voglia in alcun modo offrire giustificazione o approvazione ai terroristi dell'Isis - concedo - è patente che l'invito a non considerarli disumani di colpo appare risibile dopo il barbaro assassinio. Questa decapitazione rivela che Di Battista non avrà tentazioni giustificazioniste, ma è senza dubbio un pericolosissimo ingenuo. Penne e catrame, insomma.
      (Mi ha trovato nella giornata giusta, sa? Il tono del suo commento mi ha vivamente irritato, ma ha visto? Sono riuscito a contenermi e a non scivolare nella permalosità.)

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    4. Gentile Castaldi, scusi, perché il tono del commento di Bruno l'ha irritato? In fondo non poteva pretendere che Bruno mettesse il preavviso: "PREAVVISO: caro Gastaldi, sono d'accordo con quanto scrive. Quella che leggerà nel seguito di questo messaggio NON è la mia vera posizione sull'argomento MA è la posizione tipica che i grillisti di ogni genere e grado hanno rimbalzato contro chiunque osasse mettere in dubbio la validità e l'opportunità dello scritto di Di Battista. Quindi per cortesia la legga tenendo conto di questo. Io (Bruno) non sto sostentendo che lei Malvino non abbia letto il pezzo di Di Battista, sto solo dicendole (tra le righe) che adesso i grillini diranno che lei sta criticando Di Battista perché (secondo loro, e non secondo me Bruno) evidentemente non l'ha letto."

      Maurizio OckTv

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    5. Edit:
      Nella mia replica ad Annamaria ho sovrapposto mentalmente Di Maio a Di Battista.
      Il pensiero "Non che lo faccia poco capace" è ciò che penso di Di Maio, motivo per cui proseguendo ho istintivamente rivisto l'esempio degli incontri con il PD.
      Di Battista lo vedo al contrario decisamente poco capace e quindi il resto della risposta, il dubbio sulla paternità dell'articolo, resta valido perché dato dal giudizio su quest'ultimo.

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    6. Non sapendo se il commento di risposta non compaia per eccessiva lunghezza data dal fatto che avevo risposto a tutti in uno unico, provo a ripostarlo separato.
      Per onestà lascio inalterata la parte relativa allo scambio di nomi a cui è riferito l'edit successivo.

      @Annamaria:
      Non ho seguìto il suo scambio con Urzidil, il mio richiamo al suo sicuro intervento nasce da quanto di lei ho letto qui sopra nei nostri ultimi scambi.

      Rispetto al contenuto dell'articolo mi viene da dire che a monte di tutto sono abbastanza convinto che non sia farina di Di Battista.
      Non che lo faccia poco capace, intendiamoci, ma mi riesce difficile dare a chi è capace di scrivere un articolo di quel tipo il volto dello stesso che con tre battute tanto elementari quanto preparate Renzi ha disinnescato in sei secondi nei famosi due incontri.
      Non so, c'è uno sbilanciamento di qualità dialettica tra le due situazioni che mi fa propendere per assegnare senza ombra di dubbio a Di Battista l'unico dei due che ne porta il volto.

      Ci aggiungo che sono anche convinto che quella censura che lei lamenta come subìta, sia in realtà esattamente quanto l'autore di quel testo ha voluto attivare così da mostrarla come pistola fumante per dare per evidenziata la guerra mediatica della quale si dicono vittimisticamente oggetto.
      Ogni mossa che lo staff comunicazione M5S mette in campo va letta non per la finalità palese alla quale viene associata, ma per quello che è il suo fine solo apparentemente secondario e involontario ma guarda caso sempre raggiunto.
      Così come gli incontri con il PD furono presentati come finalizzati ad una mediazione sulla legge elettorale pur avendo fin dal principio come unico obiettivo il dimostrare attraverso il fallimento il teorema "Renzi vuole più bene al pregiudicato", ugualmente ritengo questo articolo null'altro che un'esca agostana presentata come analisi storico/politica in realtà finalizzata al prevedibile e penoso vittimismo successivo.
      Chi è capace di scrivere tre cartelle di quel tipo non può essere privo della lungimiranza necessaria per capire quanto quelle tre frasi ne avrebbero distorto il senso generale, se vogliamo dare per vera la tesi della distorsione.
      Sarebbe bastato non mettercele e tutto avrebbe passato i cancelli della critica cattiva in cerca del gancio per il lancio al piccione, offrendo al paese un'analisi che sarebbe stato molto più difficile attaccare.
      Lei crede possibile che quel testo sia stato scritto da un inconsapevole piccione?
      Non ritiene più realistico pensare che chi, di fronte alla scelta di alleggerire quell'analisi di tre frasi superflue ai fini del trasferimento del senso generale in cambio della sicura condivisione di larga fetta della critica alla quale avrebbe sottratto l'arma, abbia in realtà scelto di lasciarle, sia autore che voleva esattamente ciò che è poi prevedibilmente accaduto e cioè la loro estrapolazione?
      Che quindi la lettura di quelle sole tre frasi non sia strumentalizzazione o censura ma l'unico modo per leggere il reale fine di tutto quel pistolotto?

      Su Giglioli lasci perdere.
      Ancora un passo verso il gentismo e lo distingueremo da Chiesa solo per età e perché ancora non ha detto che l'11 settembre è stato inventato dalla CIA.
      Penso non manchi molto, comunque.

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    7. @Giovanni:
      Data la reazione devo riconoscere che anch'io ultimamente devo aver frequentato l'ironia meno di quanto mi sarebbe necessario per maneggiarla con sufficiente abilità.
      Non si finisce mai di sopravvalutarsi, accipicchia.
      (chiave di lettura: è autoriferito)

      @Malvino:
      Per non rischiare ulteriori danni la rimando alla perfetta interpretazione di Maurizio.

      @Maurizio:
      Grazie, millimetrico.
      Pur sapendo di rischiare di nuovo l'impervio terreno dell'ironia, mi spingerei a dire che non HO saputo dirlo meglio.

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    8. Non ho colto l'ironia, ma anche a rileggere il commento non riesco a trovare elementi che avrebbero dovuto aiutarmi a coglierla.

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    9. Non è necessario che lei la colga perché sia certificata tale, non sempre i linguaggi coincidono e può anche capitare che di quello altrui si abbia un giudizio negativo quale lei ha tutto il diritto di avere del mio.
      Il punto è che io non volevo irritarla né la lettura che ne ha dato lei è l'unica possibile.
      C'è chi l'ha colto e chi no, è il bello (e il rischio) della varietà umana, l'importante è che sia chiaro cosa non è, non cosa non è riuscito a essere.
      Immagino non sia la prima volta che qualcuno genera involontariamente in lei reazioni tanto infastidite, così come sono certo di non avere così tanta qualità da essere io la prima volta che le capita di sbagliarsi.

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    10. Ecco, anche stavolta lei mi irrita, e anche stavolta non riesco a mandarla a cagare. Boh, chissà cos'è.

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  5. «Dove c’è un’aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. E sottolineo il verbo fermare: non bombardare o fare la guerra. Dico: fermarlo. I mezzi con i quali si può fermare dovranno essere valutati»
    Io trovo una forte analogia fra le seguenti due frasi:
    1. “Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana"
    2. “Dove c’è un’aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. E sottolineo il verbo fermare: non bombardare o fare la guerra. Dico: fermarlo. I mezzi con i quali si può fermare dovranno essere valutati

    Possibile spiegazione: Di Battista ha studiato dai Gesuiti. Studiato? Facciamo che è andato a scuola dai Gesuiti.

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    1. @ Erasmo
      Acuta osservazione, ma aggiungerei pure che Di Battista non sappia alcunché di teoria e pratica della nonviolenza. Prima di lasciarmi andare al sarcasmo, infatti, l'idea era di scrivere un post proprio sulla nonviolenza, al quale prima o poi dovrò mettere mano. Ho già pronto il titolo: "La non violenza è una cagata pazzesca".

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    2. Dal momento che si appresta a scrivere un post sulla teoria/pratica della nonviolenza prendendo spunto dal pensiero di Di Battista, pensiero che si sviluppa durante le sue esperienze nelle onlus sudamericane, spero di riparare al malinteso là sopra fornendole uno spunto interessante da includere nell'analisi.

      Prendendolo però da un altro versante e cioè dal suo essere attualmente vegetariano, scelta che spesso viaggia in coppia con la nonviolenza e con la quale condivide la nobiltà d'animo di chi non perde occasione per ostentarle entrambe.

      Il nuovo riferimento culturale di quell'area politica ha infatti recentemente reso pubbliche le sue abitudini alimentari, sintetizzabili nella seguente frase che mi permetto di estrapolare:
      "ingerire animali morti non è il massimo per l'anima"
      (https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/posts/549529771825758:0"

      Come la nonviolenza, anche questa scelta è il termine di un percorso interiore iniziato negli anni in cui bazzicava per il sudamerica in cerca di souvenir per l'anima:
      http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/ART/20140701_dibattista.jpg

      Penso che un'analisi che tratti lo sviluppo del pensiero nonviolento che la recente decapitazione (ma per avviare il dialogo tra culture sarebbe bastata anche questa: http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2014/08/isis-bambino.jpg) ha reso così attuale e nello stesso momento involontariamente inopportuno, trovi in quella foto col toro e successiva scelta alimentare per l'anima, la chiusura di un cerchio di rara perfezione.

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    3. Io nell'intervento di Dibba non ci vedo altro che la riproposizione del pensiero più standardizzato dell'ambiente culturale in cui ha avuto presumibilmente la sua formazione, il mondo dei Social Forum e dei centri sociali. Ce li ricordiamo bene, quelli secondo cui dopo gli attentati di Londra e di Madrid bisognava "comprendere perché ci odiano" (dell'11/9 meglio tacere, si sa che gli americani si sono tirati giù le torri, torri in cui peraltro è noto che non vi fosse alcun ebreo). Stessa prosopopea a metà tra il Tiziano Terzani più melenso e il senso di colpa para-cattolico.

      Ai tempi fruttava stragi di cuore tra le ventenni rasta e con il piercing al sopracciglio. Considerato che Dibba ha un aspetto molto più gradevole dei vari Caruso, Casarini e Agnoletto, magari qualche tacca la segna pure nel 2014.

      Teodoro

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  6. Epperò non è forse vero che la buona volontà di interloquire con i Rhee, i Diem, i Pahlavi ed i Suharto in Asia, i Mobutu, le Renamo (con loro ci hanno interloquito addirittura quelli di Sant'Egidio!), i governi segregazionisti, e persino gli Amin (che si dice fosse cannibale) in Africa, dittatori, squadroni della morte e contras assortiti in America, e persino gli Hitler ed ultimamente i nazistelli banderisti, in un modo o nell'altro la si è sempre trovata?

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    1. Certo, e si considerino i risultati.

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    2. Beh, dipende. In Indonesia il terzo partito comunista più grosso al mondo è stato azzerato, e benchè quella mattanza fini per prendere un anno intero, alla fine della strofa l'occidente ne è uscito sufficientemente lindo e pinto; in Congo Lumumba fecero a gara ad ammazzarlo, e la si può svoltare come il classico tutti-contro-tutti africano, cui la spiegazione razionale non si addice; con i contras la questione è più complessa perchè la comunità internazionale qualche nonsifà l'ha dovuto balbettare, però comunque alla fine il sandinismo è stato neutralizzato.
      L'unica "morale" sembrerebbe essere quella di scegliersi opportunamente il farabutto con cui interloquire — e naturalmente di interloquire ad hoc.

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    3. "L'unica "morale" sembrerebbe essere quella di scegliersi opportunamente il farabutto con cui interloquire — e naturalmente di interloquire ad hoc".

      Giusto: la stessa, identica "morale ad hoc" che fa gridare al 'crucifige' contro l'orribile Di Battista, ma si fa estremamente morbida, consenziente, svagata e fischiettante nei riguardi della prossima, assai probabile, bellica inquilina della Casa Bianca: l'ineffabile Hillary, che ha apertamente ammesso-LEI se lo può permettere, mica quel verme del Di Battista- che con i bravi ragazzi dell'Isis, di cui non può non conoscere ed apprezzare 'oltremodo' la straordinaria abilità di tagliateste, c'è stato "ben altro e ben di più" che dialogo:
      "L’ex segretario Usa Hillary Clinton ha ammesso quello che per gli analisti era una sorta di “segreto di Pulcinella”, ovvero che l’Isis, il feroce gruppo jihadista che sta insanguinando l’Iraq, sarebbe una creazione americana in funzione anti-Assad che sarebbe uscita fuori controllo".
      http://www.tribunodelpopolo.it/hillary-clinton-lo-ammette-lisis-e-roba-nostra-ma-ci-e-sfuggita-di-mano/

      "L’ex segretario di Stato Usa rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad. Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione troppo attendista. «Avrebbe dovuto fare come Netanyahu, affondando il colpo»."
      http://popoffquotidiano.it/2014/08/11/hillary-clinton-lisil-e-roba-nostra-ma-ci-e-sfuggito-di-mano/

      "Morali", per così dire, a sensi unici alternati, particolarmente praticate dai nostri politici e dai cosiddetti 'giornalisti'.

      Oggi il 'mostro ' evocato per tagliare le teste giuste, si è rivoltato contro e si è messo a fare il mostro per davvero, tagliando la testa sbagliata.
      Un Di Battista, a questo punto, torna prezioso ai vigliacchi di turno.

      Che così potranno fingere di non 'accorgersi' degli effetti collaterali della tecnica 'mostro-contro-mostro', che ha distrutto interi Stati trasformandoli in 'inferni': l'inferno Afghanistan, l'inferno Iraq, l'inferno Libia, l'inferno Siria, l'inferno Ucraina, l'"infernetto"(per le sue piccole dimensioni) Kosovo.

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    4. Sig.ra Annamaria, ritorni su PopOff e legga i commenti all'articolo (non vorrei che qualcuno qui la accusasse di non documentarsi come si deve).

      Saluti

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    5. @ Annamaria
      Nemmeno la diffusione di dichiarazioni mai rilasciate né messe per iscritto - insomma, le classiche bufale - costituiscono argomento a sostegno delle analisi di Di Battista.
      Quale ironia riportare dichiarazioni inventate dopo aver criticato chi ha fatto sgraditi o inopportuni copia-incolla delle dichiarazioni del grillino:
      «The claim, also spreading on Facebook, is based on quotes from her book Hard Choices that are entirely fabricated.»
      http://www.buzzfeed.com/miriamberger/hillary-clinton-admitted-to-creating-isis-in-her-memoirs-or#165rn3h

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    6. Negli anni '80 i genitori (biologici e/o ideali) dei ragazzi dell'Isis venivano definiti "combattenti per la libertà". Allora combattevano contro l'URSS, per cui erano considerati a tutti gli effetti degni di dialogo.

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    7. @ il nano
      Ottima osservazione. Adesso vado e cercare tra le righe del post di Di Battista, colpevolmente oscurate dai mass media, la parte in cui spiega che si debba convocare i genitori dei terroristi e dialogare con loro.

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    8. @ paolo de gregorio
      Io resto convinto che se resuscitasse il babau del comunismo in tanti che adesso dileggiano Di Battista (che, a scanso di equivoci, ha detto una cag***) sarebbero ben lieti di tornare pappa e ciccia con qualsiasi brigante tagliagole che fosse disposto a combatterlo.
      Si domandi in tutta sincerità, egregio Paolo, se il legame fra l' IS e i "combattenti per la libertà" sia inventato o meno. Perchè quello l'altro babau con il quale non si poteva dialogare, OBL, e gli stessi era stato strettissimo.

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    9. Grosso modo quello che volevo dire io.
      Con questi signori qui non si interloquisce (almeno non ufficialmente o comunque non più; perchè qualcuno, o di sua iniziativa o per procura, comunque deve pur aver interloquito e lasciato un obolo) solo perchè non sono adatti — forse anche dal punto di vista della preparazione militare: l'impressione è che siano più abili a tagliar gole che a manovrare i blindati — ad infastidire in modo desiderabile un qualche nemico locale.
      Senza stare a scomodare il bolscevismo, con altri chiari di luna diplomatici qualche interlocuzione esplorativa per sondare la possibilità di rompere le palle ai grandi ayatollah secondo me ci sarebbe già stata.

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  7. Lungi da me l’idea di dare lezioni di netiquette in casa d’altri, e non mi offenderò certo se questo commento non sarà pubblicato. Tuttavia, in un blog la presenza di attivisti di un partito/movimento politico che non dichiarano il loro status è paragonabile alla presenza di un guardone in un campo di nudisti, o, se si preferisce, a una pubblicità redazionale che trascuri di segnalarsi come tale. L’attivista è un intruso, perché tutti gli altri arrivano desiderosi di discutere. Magari non ne sono capaci, magari scambiano l’insulto per argomentazione, ma agiscono in proprio, in modo amatoriale. La modalità propagandistica è invece professionale, ed è programmata, essendo preceduta dalla spartizione fra attivisti dei siti (blog e profili particolarmente frequentati dei social network) con l’intento di gettare mille ami per prendere un pesce. In Italia fu inaugurata da Indymedia anni fa, e vedo che oggi ha trovato altre sponde. Non così lontane, devo dire.

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  8. @Marcoz e @paolo de gregorio

    Marcello Foa , con parole ben più autorevoli delle mie, scrive oggi un pezzo molto interessante nel quale ritrovo non poche mie riflessioni.
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/08/20/laltra-verita-sconvolgente-sullisis-e-sui-suoi-aguzzini/

    Il testo è corredato di molti link che rimandano ad attendibilissime fonti ( c'è anche la tv pubblica americana).

    Qui un passaggio dell'articolo:
    " Mi permetto pertanto di pubblicare qui sotto alcuni link che dimostrano la tesi centrale del post ovvero che gli Usa e i loro alleati, segnatamente il Quatar e altri Paesi del Golfo, hanno armato, addestrato e finanziato i ribelli siriani “moderati” ovvero trattasi degli stessi che ora tentano di imporre il califfato in Iraq".

    Non saprei dire se Foa è un affiliato grillino, tenderei ad escluderlo: di certo scrive cose interessanti, approfondite, documentate.

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    1. @ Annamaria

      L'analisi di Foa non sana l'aver dato credito all'affermazione che l'ex Segretario di Stato Hillary Clinton abbia sostenuto che la Casa Bianca avesse armato l'Isis.

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    2. Annamaria, io non ho messo in discussione qualsivoglia tesi di fondo (non sono abbastanza informato per farlo), ho desiderato farle notare che l'autore dell'articolo da lei segnalato ha messo in bocca alla Clinton parole che lei non ha detto.

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    3. Ho letto il post di Foa e sono andato a leggermi il link della PBS, in cui ovviamente si parla di aiuto ai "moderate rebels", vale a dire a quel gruppo di fazioni comunemente noto come Syrian national coalition, che è altra cosa rispetto all'ISIS e, anzi, si combattono (visto che vanno di moda i link, ecco wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Syrian_opposition)

      Questo per quanto riguarda gli USA. Che il Qatar finanzi l'ISIS, oltre che Hamas e altre organizzazioni del fascismo sunnita è cosa nota anche ai sassi. Ma il punto è che il Qatar non è la stessa cosa degli USA: viviamo in un mondo davvero multipolare, in cui anche gli alleati possono avere agende contrastanti. Per dirla in modo semplice: in Siria si massacrano almeno tre fazioni principali, l'ISIS con i soldi del Qatar e dei sauditi, il regime di Assad appoggiato da Hezbollah e dall'Iran e il Syrian National Council, molto labiolmente appoggiato dagli USA e persino da lacune potenze europee. Poi ci sono i curdi che si fanno gli affari loro e hanno raggiunto l'indipendenza di fatto, come in Iraq.
      Intrecci simili si hanno in ogni parte di mondo, e utilizzare il classico modello monolitico dell'Occidente come blocco unico che prima arma un gruppo e poi se lo vede nemico è semplicistico e quindi falso, proprio perché l'Occidente non è un blocco unico.

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  9. "Se l'onorevole Di Battista vuole andare nelle zone sotto il controllo Isis per intavolare con loro una discussione, sappia che il suo visto di ingresso in Iraq è pronto".
    Rogra

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    1. Giusta e meritata ironia per un personaggio così poco serio.

      Ma noi siamo fortunati, perché possiamo concederci un premier che ci gratifica e ci conforta, quotidianamente e a reti unificate, della sua serietà e della sua operosa efficienza, non disgiunte da una sana e giovanile inclinazione allo scherzo e al giocoso divertimento.

      E così, stanco per l'estenuante fatica richiesta dalla 'riforma' del Senato, quella che il correlatore Calderoli ha testè definito 'una merdina', il Nostro si ricrea e si concede al popolo grato e festante che può ammirarlo intento ai suoi giochi: mentre gioca con i boy scout, mentre gioca con la Costa Concordia, mentre gioca con gli autogavettoni.

      In attesa dei giochi e degli scherzi d'autunno: scherzi seri, s'intende, mica come quelli del Di Battista.

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    2. Exit strategy pessima, Annamaria. Molto meglio il silenzio.

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    3. Prossima uscita del Di Battista: "Vi avevo scherzato a tutti, come ci imparano al DAMS".

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    4. @Marcoz
      Se si riferisce al documento su Hillary Clinton, è vero, l'ho linkato frettolosamente senza accorgermi che si trattava di una traduzione, in parte forzata, di una sua reale, recente intervista: non ho difficoltà ad ammetterlo, anche perché io non faccio la giornalista e non ho la responsabilità personale di 'formare opinione', come invece si può dire (ma lei NON lo dice) delle decine di giornalisti che hanno costruito un falso e su quello hanno, per giorni e giorni, plagiato milioni di cittadini.

      Ciò premesso, il senso del mio commento, totalmente confermato dall'articolo di Marcello Foa al quale la rimando, supportato da documenti "ineccepibili"(non so se li ha notati) era denunciare una vergognosa doppia morale per cui si dà addosso al mostro grillino amico dei tagliateste, ma si glissa su ben più gravi responsabilità di una grande potenza che è, "essa sì", colpevole dell'inferno iracheno (invaso nel 2003 sulla base della criminale menzogna delle armi di sterminio di massa-a proposito di menzogne) ed è, "essa sì", colpevole dell'inferno siriano e dell'esplosione del terrorismo targato Isis: perché attenzione, l'intervista di H. Clinton, letta anche alla lettera e senza le forzature del testo linkato, conferma e confessa apertamente il lavoro degli USA per armare, finanziare e addestrare una opposizione siriana fatta "anche " da gruppi islamisti, che lei definisce 'moderati', ma che moderati non erano, erano già i primi nuclei di Isis, già allora bene armati e finanziati.

      Che ne pensa del senatore USA che su questo tema alla CNN parla "molto, ma molto" chiaro?
      http://www.nocensura.com/2014/08/senatore-usa-conferma-abbiamo.html
      Che ne pensa di Susan Rice che alla CNN ammette apertamente: "armiamo i ribelli"?
      http://mobile.rawstory.com/all/2014-06-06-obama-advisor-susan-rice-hints-at-lethal-aid-to-syrian-rebel#1
      Le basta? C'è molto da documentarsi, sa?

      Mi ha colpito però una cosa: si è glissato totalmente sul discorso che tentavo di portare avanti e che anche qui ho richiamato, discorso supportato dalla analisi, ben più autorevole della mia, di Marcello Foa e di tanti altri: magari per sostenere-perché no?-che è tutto sbagliato; invece si è preferito "deviare" l'attenzione da un tema forse scomodo per rifugiarsi nel discutibile-lo ammetto-link di Fracassi.

      ""Se a una domanda o a un argomento l'avversario non dà una risposta diretta o non prende una posizione precisa, ma evade con una controdomanda o addirittura con qualcosa che non è pertinente all'oggetto in discussione, e vuole andare a parare da tutt'altra parte; questo è un segno sicuro che abbiamo toccato (magari senza saperlo) un punto marcio: si tratta, da parte sua, di un ammutolimento relativo". Arthur Schopenhauer - da L'arte di ottenere ragione.

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    5. "Se si riferisce al documento su Hillary Clinton"

      Mi riferivo a quello, Annamaria, ma non solo.
      Rogra, riportando le parole dell'ambasciatore Barzani, ha voluto sottolineare la cazzata galattica di Di Battista, oggetto del post. Cazzata, inserita in un articolo tra l'altro discutibile, che rimarrebbe tale anche se gli USA fossero costituiti da schiere di angioletti. Perché, vede, al di là delle questioni trasversali a complotti veri o immaginati, fare determinate affermazioni significa essere scollegati dalla realtà.

      Detto questo, la invito a controllare dove lei, Annamaria, di fronte a una "contestazione" precisa "non [ha dato] una risposta diretta" ma è evasa passando ad altro.
      Voglio dire: prima di scagliare la citazione di Schopenhauer, bisogna essere proprio sicuri di non avere peccato.

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    6. Grazie Marcoz.Nell'elenco di Annamaria manca la citazione dell'area 51 e la cosa mi preoccupa; il triangolo delle Bermona, Chiesa, Vattimo, Fini, è presente. Sono curiosissimo della applicazione "Nonviolenza"al drone che Annamaria controlla: sono curioso di sapere se la nonviolenza, radiocomandata dal proprio divano , funziona. Ho le prove che il mancato viaggio degli elevatori non sia causato da cacarella(maligni bastardi!) ma dalla cattiva stampa che accompagna i Nostri nelle loro iniziative: se venissero decollati dagli elevandi, prova a spiegare in giro che il Movimento non è costituito solamente da militanti che non riescono a mantenere la testa sulle spalle.
      Rogra

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  10. Dato che questa ciofeca di blogspot, a differenza di wordpress, non notifica automaticamente i link, provvedo a inserire manualmente l'informazione che ho linkato questo post.

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  11. @Marcoz

    A proposito del 'punto marcio' (A. Schopenhauer) che forse ho involontariamente toccato e a integrazione dei documenti già segnalati ( chiedo scusa a Malvino se intervengo ancora) qui c'è una Hillary Clinton "al bacio" che ammette apertamente che il suo Paese ha creato e finanziato Al-Qaeda in funzione antisovietica prima e l'ha utilizzata poi per abbattere Gheddafi.
    https://www.youtube.com/watch?v=Dqn0bm4E9yw
    Qui nessuno 'le attribuisce nulla': lo dice proprio lei...
    Che facciamo, continuiamo a trastullarci con il Di Battista o ci occupiamo dei "veri" amici dei tagliateste?

    Ecco: 'nel merito' di un tema così grave e importante mi piacerebbe conoscere anche il suo pensiero, al momento non pervenuto.

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    1. Come ho già detto più su, non ritengo di avere informazioni sufficienti per formulare un'opinione che possa essere di interesse comune.
      Però posso confidare un paio di pensieri di principio che mi guidano: il primo è che non faccio confusione tra le "colpe" di chicchessia, quindi anche tra quelle di un Di Battista e di uno stato potente che fa lobby (come ce ne sono diversi; il secondo è che anche se determinate responsabilità occidentali possono essere individuate e circoscritte nelle questioni mediorientali, non reputo che il corso degli eventi sia da imputare esclusivamente a tali addebiti (come il fronte antiamericano, per esempio, fa), perché la gente del posto ci mette molto del suo.

      Non credo che la mia replica la soddisferà, Annamaria, però immagino che le sarà chiaro, d'ora in poi, che non sono avvezzo a segnare sulla lavagna i buoni e i cattivi separati da una linea netta.

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    2. Invece io comincio a pensare che una parte del problema sia anche con la lingua inglese.

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    3. Lingua per lingua, forse anche lei ha qualche problema con la sua lingua madre.
      "la parte in cui spiega che si debba convocare i genitori dei terroristi e dialogare con loro."
      La frase, se non è proprio scorretta-ma a mio avviso lo è- è zoppicante e mal costruita, con un unico 'si' forzato nella duplice funzione di 'si' passivante e 'si' impersonale e con conseguente uso scorretto del verbo al singolare.

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    4. Non credo che si tratti di una doppia funzione: è un sì passivante, dove c'è un mio errore (in effetti credo che sia proprio un errore) nell'aver usato la terza singolare invece che plurale (in effetti avevo scritto "debbano" in un primo momento). Sfugge ancora il punto: io non ho usato la mia scarsa conoscenza della lingua italiana come argomento per sostenere una tesi, facendo dire altro alle mie parole da ciò che il senso comune suggerisce. In questo caso, che so, sostenere ex post che il genitore da convocare fosse uno solo.

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  12. @annamaria
    questa e' gente seria, non risponde mica in modo serio...giocano.Anche se gli si linka
    una confessione autografa di Dio in persona, mai ammetterebbero di essere dei babbioni incartapecorita, dietro alle loro belle scrivanie di radica, e fanno la staffetta a questo blogger di Malvino, che sennò nessuno verrebbe a commentare. spiace sapere che non verrà pubblicato il mio commento perché il suddetto non ha la capacità di sopportare alcun affronto alla sua intelligenza (?). S.antache'

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    1. Grazie per il suo intervento.

      Provo a concludere mettendola così: a me piace frequentare i blog perché li considero luoghi dove ci si incontra per scambiarsi idee, per dialogare, confrontarsi, dibattere, anche polemizzare, anche scontrarsi: ma su idee, su contenuti, su temi di interesse che il blog, di volta in volta, propone.

      Ma se accade che il dibattito cessi di essere tale, rinunci ai contenuti e alle idee e, in mancanza di argomenti da contrapporre, scenda al livello dell'aggressione personale e al riflesso da branco, a questo punto mi fermo perché, davvero, mi mancano le parole.

      Dove trovo le parole, per esempio, per replicare a tale @Erasmus, che in un commento del 21 agosto davvero esemplare che invito tutti a rileggere, riversa illazioni farneticanti, false e inventate nei riguardi dell'"alieno" e ne chiede la censura e la cacciata con un provvedimento di pulizia etnica?
      Che faccio? Come posso replicare a un tale riflesso da branco? No, non posso replicare, una roba così chiude ogni discorso: una roba così annulla ogni parola e ogni pensiero perché viene da chi non è capace di produrre pensiero.

      Tutto qui, e mi dispiace davvero.
      No, certamente non è colpa di Malvino.


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    2. Tranquillo/a, sig/sig.ra Annamaria. Non ho chiesto l'allontanamento di nessuno, e se lei conoscesse la storia dei miei rapporti con Malvino saprebbe che la sola ipotesi è straordinariamente ridicola.
      Superflua, quindi, anche la slinguazzata finale al padrone di casa. E' ovvio che non ha colpa di quello che scrivo: o si tratta di un garbato invito al mio allontanamento?
      Prendo atto che ha inteso come a lei indirizzato il mio commento, che, lo ricordo, parlava di attivisti di partito che non si dichiarano, e fanno propaganda surrettizia spartendosi i siti.

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  13. si è glissato totalmente sul discorso che tentavo di portare avanti
    Cazzo, ci mancava solo di tornare al sessantotto, ci mancava.

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  14. @Marcoz:

    Gli USA, "uno stato potente che fa lobby"?

    Mi faccia capire: quando il Segretario di Stato Colin Powell, in una drammatica 'lectio magistralis' tenuta all'universo mondo dal banco delle Nazioni Unite, mostra una fialetta e spiega che con quella fialetta Saddam Hussein si appresta a sterminare in pochi istanti un intero Stato, sta "facendo lobby"?

    E l'invasione dell'Iraq che ne è seguita, con il suo seguito di orrori e morte e la tragedia infinita che ancora continua, me la chiama "fare lobby"?

    Ok, va bene così. Basta la salute.

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    1. Che fa, Annamaria, passa a un altro argomento*?
      Piuttosto ha provato a vedere se casomai si è accidentalmente macchiata del peccato che ha attribuito ad altri commentatori?

      *in ogni caso, posso darle ragione su di un dettaglio: in "uno stato potente che fa lobby", l'ultima parola doveva essere messa tra virgolette o quantomeno caratterizzata dal carattere corsivo; la frase così com'è scritta nel commento originale non permette di comprendere con facilità che si tratta di un understatement.

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  15. Bene.
    A questo punto ho l'impressione che il tema del post sia stato 'amplissimamente' trattato e approfondito e che a me-beninteso, a me-non abbia altri spunti da suggerire; per cui passo ad altro e chiudo.

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    1. Se gradisce, Annamaria, le lascio una coordinata da cui trarre informazioni alternative alle sue, per gli approfondimenti del caso.
      Non saprei dire se l'articolo è solido in tutte le sue parti, però - come si suol dire - offre spunti di riflessione interessanti:
      http://londonalcatraz.blogspot.co.uk/2014/08/di-battista-lisis-e-la-teoria.html

      Saluti

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