giovedì 18 settembre 2014

[...]


Quand’anche la Costituzione riconoscesse a un Presidente del Consiglio le prerogative di cui Matteo Renzi è convinto di godere, l’arroganza con cui le vanta sarebbe ugualmente irritante. Fatto sta che la Costituzione formale non gliele riconosce, né il modo in cui è arrivato a Palazzo Chigi lo autorizza a vantarle in virtù di una Costituzione materiale che si vorrebbe attribuisca al leader del partito o della coalizione che ha vinto le elezioni politiche i poteri del Capo dello Stato in una repubblica presidenziale.
Mai candidato al ruolo che ricopre, questo stronzo cagato a forza – non riesco a trovare migliore definizione – non ha avuto altra investitura se non quella del risultato che il suo partito ha conseguito alle elezioni europee, risultato che in più di un’occasione, prima del voto, ha ripetuto non avrebbe avuto la valenza di un test per il suo governo. Governo di cui ha avuto la guida – de plano – perché intanto era diventato segretario del suo partito. Un partito al quale le elezioni politiche avevano dato una maggioranza parlamentare zoppa, capace di strisciare sulla pancia, pur di non tornare alle urne, solo rimangiandosi le promesse fatte in campagna elettorale, prima tra tutte quella di non stringere alcun tipo di alleanza con il centrodestra. È su questo mucchio di letame che il gallo gonfia il petto e fa chicchirichì, pensando che sia lui a far sorgere il sole.
Vuoto parolaio, presuntuoso come solo i veri ignoranti sanno essere, in un paese appena appena più decente potremmo al più vederlo correre da fermo in televendite di tapis roulant su Telefiesole 24. Ma il paese è nella merda ed è in congiunture come queste che il pallone gonfiato viene a galla a offrirsi come salvagente. Ipotiposi della mancanza di alternativa, faccia di cazzo e schizzetto di saliva, è il cadavere di turno che ci tocca aspettare sulla sponda del fiume.

12 commenti:

  1. quando ti alzi al mattino di buon umore scrivi i post più belli

    RispondiElimina
  2. E adesso che Re Giorgio si è preso la fiondata della fumata nera alla camera e vede vacillare il suo potere, adesso per contrastare il Bomba non c'è più nessuno.

    RispondiElimina
  3. "stronzo cagato a forza" me lo rivendo

    RispondiElimina
  4. Le ultime sei righe sono sacrosante.
    Ho qualche perplessità sul resto: per Costituzione vigente, le modalità con cui Renzi ha varcato la soglia di Palazzo Chigi non tolgono nulla alla sua legittimazione. Per inciso, legittimazione che ritengo inesistente (come sarebbe quella di qualunque altro Premier) in quanto promana da un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale: in un paese serio - fatti salvi gli atti da esse già compiuti - le Camere sarebbero state immediatamente sciolte.
    E qui il discorso si allarga: se proprio fossi sollecitato ad indicare un'importante carica politico-istituzionale che agisce come se godesse pacificamente di prerogative che la Costituzione non gli riconosce, beh, istintivamente penserei non all'attuale Presidente del Consiglio, ma a chi lo ha nominato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. concordo. Ogni volta che Malvino parla di come Renzi è arrivato al potere mi viene un brivido, temo che sia morto e poi risorto come grillino. Per il resto, quoto anche io l'intero post.

      Elimina
    2. Se ho capito bene, Castaldi non contesta la nomina a PdC, trova piuttosto ipocrita vedere un tizio che s'atteggia a Capo dello Stato quando ha nè i titoli formali nè un appoggio popolare per farlo.
      (e sono perfettamente d'accordo).

      Elimina
  5. Più che 'aspettare sulla sponda' e proseguendo nella metafora partenopea tradotta aulica direi: avanziamo sulla scaletta del pollaio corta e piena di m....., che mi sembra molto peggio.

    LM

    RispondiElimina
  6. Io una 'Piazzale Loreto' politica la vedrei molto bene: non solo per il ducetto, ma per tutta la volgare, repellente massa di 'laudatores' che gli si stringono intorno, esaltandone l'arrogante nullità.

    Tutti: tutti a testa in giù e piedi in su.

    RispondiElimina
  7. Risposte
    1. Melius abundare quam deficere
      marco

      Elimina