giovedì 26 febbraio 2015

E so che suona come una bestemmia

Le schifezze che Matteo Renzi si rivela in grado di far approvare da un Parlamento, la cui maggioranza è stata eletta con un programma che non le conteneva, sono le stesse che erano nel programma di un centrodestra che non era in grado di farle diventare leggi, nemmeno quando stravinceva le elezioni, perciò, se Silvio Berlusconi riesce a mettere insieme il quanto basta per avere una concreta possibilità di battere Matteo Renzi, faccio un serio pensierino all’eventualità di dargli il mio voto, e so che suona come una bestemmia, non è il caso di farmelo presente, ma meglio sorbirsi in ascensore la scoreggia di uno che mangia solo topi morti o essere suo ospite a colazione?

24 commenti:

  1. Non è che suona, lo è una bestemmia.

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  2. caro Luigi, credo di capire la provocazione, ma che ne dici di prendere le scale e portarsi un panino da casa?

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  3. vota chi vuoi, ma che non ti venga in mente di votare quei fascisti squadristi dei 5stelle,
    se non avessi quel poco di educazione ti manderei affanculo

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    1. concordo con l' anonimo, 100 minuti di applausi, ( che brutta cosa perfirmarsi come anonimo pero')

      Alessandro Riccio

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  4. La riforma semi-Ichino che sta passando è una cosa molto importante ed un enorme miglioramento rispetto alla situazione attuale.. non dico sia perfetta, perchè non è la vera riforma Ichino e sarebbe perfettibile se si facesse davvero quello che Ichino ha proposto nei suoi libri, studi, articoli, ma è infinitamente meglio di ciò che c'è oggi.. da sola vale la legislatura. Ogni tanto un liberale potrebbe anche ricordarsi del mercato.. così.. quando proprio non sa cosa fare..

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    1. Oddio, sostenere la capacità del mercato di autoregolarsi nel 2015 è un po' come sostenere l'esistenza dell'unicorno rosa molisano.
      Inoltre le interpretazioni 'verso il mercato' de noantri sono sempre basate su un concetto un po' particolare di flexsecurity: ora flex, per la security si vedrà un domani. Ah, e da domani si fa credito.

      Un'automobile deve avere quattro ruote: se me la danno con due, non solo non posso usarla, ma devo pure pagarne i costi di manutenzione. Meglio girare a piedi.

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    2. Io non credo che Malvino si riferisse al jobs act. Ammesso che valga la legislatura, non vale la perdita degli ultimi stracci di democrazia che ci restano.

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    3. @ stefano "la capacità del mercato di autoregolarsi" lo scrive lei. Non lo scrivo io e neppure Ichino. Quindi lei ci attribuisce una cosa inventata e poi la contesta, faccia lei. Inoltre un liberale è tale se crede anche nelle libertà economiche e nel mercato, se uno non ci crede - padronissimo - non è un liberale. D'altronde se si vuole la minore intromissione possibile dello stato nella libertà personale, ne deriva anche il mercato. A prescindere dal rapporto tra liberalismo e mercato.. la riforma Ichino non è certo esempio di laissez faire, è fatta su tutt'altra filosofia (e infatti è criticabile come illiberale ed è criticata per questo per es. dall'IBL). Quanto al fatto che è stata realizzata una riforma semi-Ichino, che migliora l'esistente, ma è carente, posso solo dire che mi sarebbe piaciuto criticare Renzi per aver realizzato troppo poco della riforma Ichino, disboscato troppo poco i contratti precari, messo troppo pochi soldi sugli ammortizzatori, escluso i dipendenti pubblici dal nuovo contratto e così via.. ma sarei scemo a farlo oggi in Italia, dove tutte le critiche e le pressioni sono a smontare anche quel che di buono viene fatto, dove la CGIL si batte persino contro il contratto di ricollocamento, e mi fermo qui..

      @Weissbach Malvino non si riferiva al jobs act? ecco appunto! un liberale ogni tanto potrebbe ricordarsi del mercato, della libertà economica, della crescita. Invece Malvino non si riferisce mai al "jobs act".. e comunque c'è anche un rapporto tra il recupero della nostra economia e la nostra democrazia, nella distruzione economica totale va giù per il cesso anche la democrazia..

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    4. @Anonimo (suvvia almeno un pseudonimo)
      "Renzi per aver realizzato troppo poco della riforma Ichino, disboscato troppo poco i contratti precari, messo troppo pochi soldi sugli ammortizzatori"

      "Un'automobile deve avere quattro ruote: se me la danno con due, non solo non posso usarla, ma devo pure pagarne i costi di manutenzione."

      Era esattamente quello che ho scritto sopra. Anche la riforma Biagi era solo _mezza_ Biagi (quando l'hanno approvata a suo nome si sarà rivoltato nella tomba). Dipende come fai la mezza, non so se lei è avvezzo ai concetti di minimum viable product, dalle mie parti l'MVP di un'automobile non è mezza automobile, è una bicicletta. Poi la moto. Poi l'auto.
      Una riforma seria alla Ichino, come dice lei, avrebbe dovuto essere fatta orizzontale in caso di mancanza di risorse, interessando nel caso solo una fetta di lavoratori per cominciare, ma aprendo il mercato per quei settori e tutelando alla scandinava i dipendenti.
      Invece è stato scelto il solito taglio verticale, per dirla alla Pannofino, a cazzo di cane.

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  5. (non sono certo che abbia preso il precedente, riposto: in caso, prego di cancellare):
    Se B. non è riuscito a fare quello che millantava (e meno male), è perché il grosso della sua azione di capo del governo era dedicato a farsi i cazzi suoi, sia giudiziari che, diciamo così, imprenditoriali. DI quello che rimaneva, la gran parte consisteva nell'erogare prebende e guarentigie a famuli e clientes.
    Il povero R, ha cazzi assai pi piccini, e quanto a famuli e clientes, con la spesa pubblica e la politica fiscale ed economica sotto tutela della commissione UE, e quella industriale non pervenuta, hanno ben poco da chiedere e passano il tempo ad azzannarsi tra loro pur di restare su qualche predellino.
    Così, tanto per aver qualcosa da fare, il nostro si sfoga sull'ordinamento civile italiano: un po' come il frustrato che torna a casa e picchia la moglie, o il cane.

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  6. Tanto giri e rigiri attorno, poi alla fine pure Malvino cade nel vecchio vizio della sinistra italiana, quello che è meglio avere a che fare con il nemico piuttosto che provare a far ragionare quelli della stessa parte. La stessa analisi di quelli che a Roma, nel 1993, votavano Fini perché meglio avere un nemico fascista con cui confrontarti che correre il rischio di farsi sporcare da Rutelli. Sono passati 22 anni, sento sempre gli stessi discorsi.

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    1. Perché, tu pensi si possa riuscire a far ragionare il Cazzaro?

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    2. A distanza di 22 anni, a chi da sinistra preferiva Fini a Rutelli non è che si possa dare proprio del tutto torto...

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    3. No Malvino, ho molti dubbi che si possa far ragionare Pittibimbo, ma questo non porta a quello che hai scritto.

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    4. Ah, ho capito, invece di "avere a che fare con il nemico" tu consigli di "provare a far ragionare" chi hai "molti dubbi che si possa far ragionare". Dev'esserci una logica, voglio darlo per scontato, ma non la colgo.

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    5. Paolo, lei in parte ha ragione, ma quando quello "della tua parte" che vorresti provare a far ragionare, porta avanti il programma di quelli dell'"altra parte", la voglia di "provare a far ragionare quelli della stessa parte" un pochino ti scappa.
      Soprattutto ti viene il dubbio che la parte sia proprio la "stessa".
      A maggior ragione quando quello che dovresti far ragionare poco più di un anno fa scriveva a un altro della "stessa" parte #enricostaisereno.
      Poi, visto che io mi sento un "vizioso" della sinistra, nel senso che indica lei, posso anche dirle che la sinistra italiana negli ultimi 35 anni ha anche mostrato il vizio opposto, cioè quello di allearsi adeguandosi -o svendendosi, direbbero i "viziosi"- a chiunque le desse l'idea di permetterle di raggiungere la stanza dei bottoni.
      Con i risultati che abbiamo davanti agli occhi.

      Che portano persino a pensare che Dario non ha del tutto torto.

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  7. Ma per carità. Io piuttosto rivoterei i vecchi dc; pensare di ritornare sotto il caimano (che tra l'altro spero crepi in fretta di vecchiaia o di abuso di viagra) solo perché il suo figliolo spirituale è riuscito a mettere in pratica i SUOI (del caimano) desideri è peggio di una bestemmia.

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  8. Renzie è un cristiano, un cialtrone cresciuto alla scuola dei preti, i maestri di tutti i cialtroni e di tutti i mistificatori della Terra, quelli che usano l'immonda paccottiglia di deliri, menzogne e illusioni chiamata "cristianesimo", fondata sull' angoscia, costruita sulle mistificazione e sull'illusione, per ottenere il controllo.
    Anima eterna, vita eterna, dio, bontà dell'essere umano, amore per il prossimo è quell immonda a paccottiglia, usata dal cristianesimo per mantenere in condizione infantile di dipendenza, controllare, usare e sfruttare milioni di esseri umani.
    Approfittando dell' angoscia generata negli esemplari più deboli della specie Homo Sapiens Sapiens dalla consapevolezza della realtà naturale della vita, della morte e degli altri, il cristianesimo mette a punto, scientificamente e consapevolmente, quell' immonda paccottiglia di deliri, menzogne ed illusioni, e poi li inserisce nei cervelli dei disgraziati, per mantenerli in una condizione di totale inconsapevolezza della realtà,
    che gli impedisce di occuparsi personalmente della loro vita, come dovrebbe fare ogni esemplare adulto normale della specie Homo Sapiens Sapiens, quindi in una condizione di totale dipendenza infantile, permettendo così a pochi furbastri, che li approcciano sostenuti dal terzo delirio del cristianesimo, il cosiddetto "amore per il prossimo" di controllarli, usarli e sfruttarli per i propri scopi.

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  9. Ma perché ti devi fare il sangue amaro, dico io.

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  10. il voto democratico in effetti, comunque lo si rigiri, ha una forte connotazione sadomaso. A me il sadomaso non ha mai attratto, più banalmente preferisco le donne irsute: http://goo.gl/zfpjFD

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  11. Beh, sì, un po' suona come una bestemmia: personalmente il Berlusca non potrei proprio votarlo, però capisco.
    Capisco che in certi contesti la bestemmia diventa una necessità, una ciambella di salvataggio, un'ancora di salvezza....insomma, una benedizione.

    Non sono pochi , da quel che sento in giro, quelli che iniziano a ragionare in questi termini, in termini di bestemmia salva-vita.
    Magari non sarà il Berlusca, ma qualcun altro: un altro purchessia che mai si era prima considerato, fa niente, non si va tanto per il sottile, va bene chiunque possa servire a liberarci dall'orribile ducetto.
    Primum vivere. Legittima difesa.

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  12. Io invece vorrei spezzare una lancia a favore del Malvino, il prossimo voto si può benissimo dare al Berlusca, perfino se non sembrasse in grado di poter vincere, anche per altre ragioni: oramai, tra chi l'ha votato direttamente e chi ha votato per gente che faceva comunque i suoi interessi, sono rimasti in pochissimi a non aver lavorato per Silvio in cabina elettorale: mica vorrai rimanere l'unico, no? Così, tanto per lussuria personale.
    E poi, quando c'era lui, andavamo da schifo, ma non avrei mai creduto possibile che si potesse andare peggio, invece è successo. E la crisi non c'entra, mi riferisco a libertà d'informazione, diritti, spesa pubblica e quant'altro. Inoltre faceva più ridere lui involontariamente di questo falso simpaticone che c'è adesso. E forza Italiaaaa, che siamo tantissimiiii...

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