lunedì 20 aprile 2015

Una modesta proposta

«Dichiaro con tutta la sincerità del mio cuore
che non ho il minimo interesse personale
a cercar di promuovere quest’opera necessaria» 

Jonathan Swift, Una modesta proposta (1729) 


È cosa ben triste, per chi butta un occhio alla tv, sapere di tanti poveracci che annegano nel Mediterraneo nel disperato tentativo di fuggire guerra e miseria. Per parte mia, dopo aver riflettuto per molti anni su questo grave problema ed aver considerato attentamente le varie soluzioni fin qui adottate per porvi rimedio, mi son reso conto che in esse vi erano grossolani errori di calcolo. Per questo mi decido ad avanzare una proposta che son certo troverà il giusto sostegno in chiunque abbia animo sensibile unito a savio intelletto. Consentitemi, però, di esporre in rapida sintesi gli aspetti salienti del problema, perché è da essi che a mio modesto avviso occorre prendere le mosse per cogliere il buonsenso che ispira la mia proposta.
Ci sono migliaia e migliaia di poveracci – c’è chi dice superino il milione – che dalle coste dell’Africa settentrionale aspettano il loro turno per imbarcarsi su malsicuri natanti per raggiungere Lampedusa, lembo estremo di quell’Europa che per essi è miraggio di nuova vita. Per arrivare ai lidi dai quali inizieranno una traversata dall’esito incerto, e assai spesso infausto, sono costretti a sborsare migliaia di euro a loschi individui che li sottopongono a marce forzate attraverso il deserto, senza risparmiare ad essi soprusi e violenze, e altre migliaia di euro sono costretti a sborsare per un posto su scafi scassati e gommoni mosci, sui quali vengono stipati peggio che fossero delle bestie. Arrivati in Italia, se ci arrivano, li aspetta un centro di accoglienza che è peggio di un carcere e lì stanno per mesi e mesi, in attesa che venga riconosciuto loro un diritto di asilo. Solo in minima parte hanno intenzione di restare in Italia, perché quasi tutti avevano, e fin dall’inizio, un’altra meta, Germania, Francia, Norvegia, Danimarca, ecc. Non è proprio questo, d’altronde, a motivare il disinteresse che la Ue sembra mostrare verso la gravità di questa immane emergenza umanitaria, il cui peso ricade quasi per intero sull’Italia?
Riuscite a intravvedere la soluzione? Non ancora? Aspettate, ché vi ci porto tenendovi per mano. Rispondete con animo sgombro da pregiudizio: pensate ci sia modo di fermare questa ondata migratoria alla maniera che propone quella gran testa di cazzo di Salvini? Pensate che il più sollecito programma di soccorso in mare possa evitare che altri barconi si capovolgano e altri disgraziati anneghino? Più di tutto: pensate che ulteriori inasprimenti delle pene per i criminali che organizzano l’orribile mercato possano scoraggiarli a fronte della prospettiva degli immensi guadagni che fanno sulla pelle di tanta povera gente? Vi avverto: siete ad un passo dalla soluzione. Se non la vedete, è per un mero vizio logico.
Via, qual è il sistema per venire incontro alle sacrosante aspettative dei migranti e, allo stesso tempo, a sollevare il nostro paese dalle difficoltà di un doveroso intervento umanitario che tuttavia sarà sempre inadeguato a fronte delle risorse umane e finanziarie che esigerebbe per essere davvero efficiente? Proprio non ci arrivate? Vabbè, vi do un aiutino: crociere. Non cogliete? E allora entro nello specifico.
Dai racconti dei migranti sappiamo che ciascuno ha dovuto sborsare da un minimo di 4.000 ad un massimo di 8.000 euro per riuscire ad avere un posto su una carretta di mare in partenza per l’Italia. Basterebbe ne sborsassero la metà perché una crociera su navi adeguatamente approntate allo scopo li portasse in giro a far scalo nei porti d’Europa, dove scendere da turisti per non far più ritorno a bordo. Ci sarebbe, è vero, da organizzare una rete di navette mobili dai paesi che sono il punto di partenza di quella che oggi è una dura e incerta Odissea, e che invece potrebbe trasformarsi in un comodo viaggio verso un porto controllato da nostre unità militari, chessò in Libano. Il costo di questa iniziativa sarebbe ampiamente coperto dal contributo che i migranti sarebbero felici di poter versare, sapendo di poter così contare su un sostanzioso residuo di risorse per le primarie necessità da affrontare nei paesi prescelti come mete finali. Basterebbero due navi da crociera da 2.000 posti ciascuna in servizio permanente nel Mediterraneo e nei Mari del Nord (si potrebbero eventualmente offrire ai migranti opzioni differenziate: Barcellona-Marsiglia, Helsinki-Stoccolma, Kiel-Copenhagen, ecc.).

19 commenti:

  1. Questo disastro mi sembra l'effetto del proibizionismo, facciamo che ognuno possa andare dove gli pare e se vuole venire in Europa che possa comprare un biglietto aereo a 50 euro e venga trattato come un qualsiasi turista. Quando finisce i soldi può a) farsi aiutare da chi lo vuole aiutare b) trovare un lavoro c) tornare a casa d) mendicare e) vivere come cacciatore-raccoglitore f) lasciarsi morire di fame g) se sano può vendere sangue, sperma, ovuli o essere usato come cavia per la sperimentazione medica.

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  2. Sollevo un problema: è l’offerta che crea la domanda. In tal modo si rischierebbe di svuotare l’africa e non solo. V’è da dire che a questa tendenza si contrapporrebbe una tendenza opposta, ossia l’aumento esponenziale delle navi necessarie al trasporto, dunque l’aumento dei prezzi e in misura relativa scemerebbe la domanda portandola ad un equilibrio con l’offerta. E ciò è perfettamente in linea con la dottrina liberale, se Alesina e Giavazzi sono d’accordo. Però in tal modo si sottrarrebbero le forze più giovani e migliori dai luoghi d’origine impoverendo ulteriormente quei paesi d’emigrazione, e inoltre l’aumento dell’offerta di braccia in europa farebbe calare il prezzo del lavoro e dunque favorirebbe le merci europee, ma in tal modo nel medio-lungo periodo l’euro si rafforzerebbe con grande scorno di Draghi. A trarne vantaggio però sarebbero anche gli investitori americani, tipo gli azionisti Carnival Corporation. Bisognerebbe sentire Mario Seminerio che ne pensa. Insomma, tutto ciò avrebbe un impatto coerentemente in linea con la contraddittorietà del sistema economico capitalistico, e qui potrebbe dire la sua Luca Casarin e Toni scriverci un saggio biopolitico con Hardt. Bisognerebbe approfondire bene le questioni con un approccio di tipo olistico (si direbbe così?), e dunque s’imporrebbe la convocazione straordinaria di un G-8 allargato a un G-20, coinvolgendo anche i paesi interessati dell’africa e dell’asia, pertanto è auspicabile la convocazione di un G-50. A Genova, perché no?

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    1. Vorrei sapere come sta Toni.
      Grazie.

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    2. l'ultima volta che l'ho visto mi pare fosse metà ottobre. non gli ho chiesto come stava perché mi pareva stesse benone e così la sua bionda compagna.

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  3. Si, a questo punto andarli a prendere sul posto e portarli anzi distribuirli in Europa può essere una soluzione, e la meno costosa per tutti e sotto diversi aspetti. L'ho pensato anche io, ma nello stesso tempo sento che non mi convince per mille motivi. Si risolverebbe comunque solo un problema, ma non certamente quello per cui una moltitudine di persone è costretta ad allontanarsi dal proprio paese.

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    1. Aspetti un po', ché mi sistemo il parruccone, allaccio il collo a pappagorgia, do un ritocchino al neo finto, e subito le rispondo. Ecco. Dunque. Sir, non cominciamo a fare i furbi: "L'ho pensato anch'io", un cazzo! Cerchi di non contendermi la paternità di un'idea tanto geniale. Di poi, "si risolverebbe comunque solo un problema": eccerto, l'ho chiamata "Modesta proposta", mica "Panacea a universale".

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    2. Per onestà scientifica devo osservare che l’idea venne anche ad altri e fu messa pure per iscritto su un quotidiano di cui per il momento non voglio citare la testata. Ci vuole poco a sfruculiare l’ego altrui su simili questioni di copyright, e non vorrei che la diatriba finisse poi in lite, con foro competente il tribunale di Napoli che quanto a problemi d’accesso ha già i suoi.

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    3. Puttana Eva, non c'è più niente da inventare.

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    4. Duchamp aveva capito tutto.

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    5. Diàtriba o diatríba?

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  4. Sono sinceramente mortificato, prometto che in futuro starò più attento al titolo.
    Il neo finto però le dona.

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  5. Giuro che mi era venuto in mente pure a me, solo che poi ho pensato alla srte dei poveretti delle agenzie sul suolo africano alla mercè delle rappresaglie degli scafisti.

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  6. Sarà pure idea già sentita, ma la condivido. Qualcosa del genere era venuto in mente a me ed al sodale Anskij per risolvere i problemi del medio oriente: ossia organizzare un esodo mai visto di qualsivoglia migrante ( compresi i disoccupati d'ogni parte d'Europa) convogliando tutti gli sbarchi in Oman e Yemen - da usare però quali soli porti d'attracco - verso la destinazione finale dell'Arabia Saudita. Raggiunta detta destinazione ed occupata massicciamente ogni parte del suo sabbioso quanto petrolifero territorio, far constatare brutalmente alla locale famiglia reale d'esser finita in ridicola ed insignificante minoranza, con tutte le conseguenze del caso.
    Tuttavia è più difficile , ne convengo.
    Stia bene, sempre utile passar di qua.
    Ghino La Ganga

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    1. Gentilmente, mi dite di chi è la paternità della "mia" proposta?

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    2. Non ricordo, ma mi fido della sempre ottima memoria di Olympe: che deduco l'abbia letta su Il Giornale o su Libero.
      Mi spiace di non poter essere più utile di così.
      Stia bene.
      Ghino La Ganga

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  7. Ma dopo averli portati in crociera per l'Europa e fatti sbarcare dove più desiderano, con tanto di risparmio sul biglietto rispetto all'agenzia "concorrente", se finito il periodo vacanziero poi non trovano l'impiego e l'alloggio che desiderano, che si fa? Facciamo spallucce? Li si manda a casa dove, poverini!, hanno la guerra?
    Inizierei, invece, a pensare anche a un bel piano esproprio delle seconde case e a una bella patrimoniale per il mantenimento.

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  8. Potremmo sempre mangiarceli. Ogni carico costituisce un apporto proteico di tutto rispetto. La tartare di migrante, poi, dev'essere mica male.
    Bisognerebbe cominciare a vincere certi pregiudizi.
    LB

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