martedì 19 luglio 2016

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Oggi è inimmaginabile prima che impossibile, ma una ventina d’anni fa l’entrata della Turchia nella Unione Europea era cosa immaginabile e anche possibile, almeno a considerare i termini in cui se ne discuteva: paese musulmano, certo, ma laico, e poi da tempo nella Nato, insomma, non era come farci entrare l’Ungheria, ma nemmeno sembrava tutto questo gran tabù, tant’è che al partito di cui Erdogan è leader veniva concesso lo status di osservatore presso il gruppo consiliare del Ppe, quello che intanto maggiormente si spendeva perché nella Costituzione europea fosse fatta menzione delle radici cristiane del continente. Poi venne l’11 settembre del 2001, Bush, Ratzinger e Fallaci lo presero per una dichiarazione di guerra dell’islam all’occidente cristiano, l’ignoranza e la paura fecero il resto, e la Turchia in Europa parve d’improvviso uno spalancare le porte al nemico: stop, marcia indietro, per entrare in Europa alla Turchia mancavano la storia e la geografia, se ne poteva riparlare solo dopo un eventuale battesimo di massa. La rabbia e l’orgoglio, ovviamente, non sono esclusive tutte occidentali: i turchi non la presero benissimo e, come spesso accade quando ci si sente esclusi da un consesso del quale si vorrebbe far parte, cominciarono a esibire con fierezza le ragioni che motivavano l’esclusione, mentre gli integralisti islamici, che a ogni tentativo di far capolino dalle fogne in cui Ataturk li aveva cacciati trovavano l’esercito a ricacciarveli, avevano gioco facile a convincere che l’uva non valesse la pena di fare tutti quei salti perché era acerba.
Accade così anche col singolo individuo: se lo emargini, si fa forza con la prima maschera identitaria che ha sottomano. Prendi il tizio che fino a ieri insegnava in un’università bosniaca: fino a ieri si professava ateo, ascoltava quartetti jazz e beveva cognac, ma lascia che a distruggergli la vita, ad ammazzargli moglie, figli e amici sia il cristianissimo esercito serbo, e dal niente che gli resta spunta la sorpresa che suo nonno fosse – così almeno gli diceva suo padre – un buon musulmano, ed eccolo trasformato in mujaheddin. A chi emargini in una banlieue parigina puoi negare tutto, ma non l’invidia e il risentimento, né puoi impedire che diventino follia, né puoi impedire alla follia di indossare il miglior vestito che trova in soffitta, quello del suddito del Gran Califfo. Sia chiaro, è sacrosanto ficcargli una pallottola in mezzo agli occhi, ma vestito da Costantino IV Pogonato in difesa di Costantinopoli è da pazzi, tale e quale.
Sono disposto a concedere che l’islam possa rappresentare un pericolo per l’occidente, ma solo in virtù dell’idiozia di cui l’occidente ha dato prova a cavallo dei due millenni. Ma idiozia è termine improprio, perché include, col freddo calcolo di alcuni, l’ignavia delle moltitudini.

28 commenti:

  1. Idiozia della società nel suo insieme costituita proprio dalla miscela di freddo calcolo (non di rado sbagliato) e ignavia.
    Calcoli sbagliati, madornalmente, come ci insegna la storia, sono quelli che hanno portato in passato a sostenere la radicalizzazione e il fanatismo religioso in nome di interessi contingenti, senza considerare le ricadute a medio termine. Basterebbe sfogliare un qualsiasi giornale di 30 anni fa per leggere le eroiche imprese dei "combattenti per la libertà" dell'Afghanistan. Abbiamo visto di che libertà si trattava e stiamo toccando con mano la loro intenzione di liberare parti sempre più ampie del mondo.

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  2. Nella lista insieme a Fallaci e co si deve però mettere anche Tony Blair però e Christopher "Hitch" Hitchens molto amato dai laici e come Blair sedicente di sinistra. Chi sa l'inglese e vuole farsi due amare risate retrospettive si legga gli articoli di quest'ultimo comparsi su Internazionale in cui millantava i successi della ricostruzione americana in Iraq e di fatto dava del cretino a chi sollevava obiezioni. Personaggio davvero pessimo, "Hitch", altro che santino laico. Possa non riposare in pace.

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  3. Come al solito Malvino fa centro. Mi chiedo però, dopo aver letto, quale potrebbe essere la soluzione praticabile. Per evitare la marginalizzazione nelle banlieu, intendo. Tassare i francesi al 70% per pagare l'INSEAD a tutti quelli che abitano nelle banlieu? Creare dei lavori fittizi pur di dare a tutti gli eamrginati uno stipendio congruo? Tipo farli diventare tutti professori di scienze della comunicazione o discipline musicali arte e spettacolo? Fino a che punto l'emarginazione delle banlieu è qualcosa di subito da chi ci abita, e fino a che punto è invede una profezia auto-avverantesi di marginalizzazione? MAX

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  4. gli attentatori di questo genere non sembrano tanto degli emarginati quanto degli degli auto-emarginati ( soprattutto nei confronti del loro ambiente familiare ). A parte che le società occidentali "emarginano" tutti, a prescindere.

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  5. L'Islam è roba da psicanalisti freudiani. Produce,in nome di un pensiero buono giusto per il medioevo, masse di frustrati sessuali e sociali.
    Stracolmo infarcito di superstizioni pretende di dettar legge in tutti gli aspetti della vita regolamentandola con mentalità beduina. Trattasi di sistema autoreferenziale con blocchi dogmatici atti a prevenire qualsiasi forma di progresso filosofico e quindi sociale. Maschilismo e controllo delle masse allo stato puro. E'una forma di pensiero fine a se stesso, senza sbocchi. Tappa le bocche , paralizza le coscienze,toglie libertà umanissime, ostacola qualsiasi forma di modernizzazione vista come nemico della tradizione e della verità rivelata. Sti' poveracci veramente credono che a Maometto la verità sia stata donata dall'Arcangelo Gabriele che è svolazzato planando dall'alto, flap flap, dentro la caverna dove il pio profeta meditava e cercava ispirazione.
    maxim

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    1. Lei ha mai notato delle file di persone in coda per ricevere un pezzetto di pane che credono sia Dio?

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    2. ho visto pure gente mettere dei cadaveri in un parallelepipedo fatto di legno laccato. perche non imbalsamarli o metterli nel camino e farne cenere? con l'islam aveva ragione vanni sartori. da quel dì ha ragione, prima dell' 11 settembre.

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  6. Però così arriviamo al paradosso della civiltà occidentale. Il relativismo in cui viviamo noi ammazza l'identitarismo, ci siamo levati dalle balle chi, con addosso la tonaca o no, ci diceva cosa pensare, cosa mangiare, quando inginocchiarci. Non siamo ancora una società veramente libertaria, ma rispetto al passato abbiamo fatto passi da gigante.
    Un antropologo direbbe "è più forte una società di balilla o una di hippy?" e la domanda è retorica.
    Che gli identitarismi stanno sgretolando una società che ne è priva è anche la tesi di Houellebecq nel suo ultimo libro, o meglio, più che sgretolare attraggono le persone, specie quelle che hanno pochissimo oltre all'ideologia.

    In sostanza: le do ragione sull'analisi, ma a parte il caso Turchia citato all'inizio mi pare poco possibile 'non emarginare', alla fine forse non siamo geneticamente progettati per essere liberi. Siamo delle pecore un poco più evolute se bastano dieci giorni per trasformare un depresso mollato dalla moglie in un kamikaze.

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    1. Dieci giorni e centomila euro (parrebbe).

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    2. @Stefano:
      "alla fine forse non siamo geneticamente progettati per essere liberi".
      Sa che leggendo i Suoi interventi me ne sto convincendo?
      Stia bene.
      Ghino La Ganga

      @Gigi Manca:
      ottima precisazione.
      Stia bene.
      Ghino La Ganga

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    3. Quanto vale la vita per lei? Immagino tantissimo, come per me. Siamo cresciuti in un mondo dove la vita è la normalità, la morte è l'eccezione. Se lei fosse cresciuto con metà dei fratelli morti per malattia, la madre stuprata e uccisa dalla polizia, lo zio fucilato dai banditi eccetera, attribuirebbe così poco valore alla propria esistenza che se le offrissi molti soldi per uccidersi e fare così del bene ai suoi cari probabilmente accetterebbe (molti palestinesi ad esempio lo fanno).
      Ma il tizio in questione è cresciuto in un contesto più simile al mio e al suo che a quello del Burkina Faso. Per me folle era e folle rimane.

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    4. @ Gigi Manca
      Potrebbe mica linkare qualche fonte a proposito di quei centomila euro? Grazie

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    5. http://www.lastampa.it/2016/07/18/esteri/nizza-il-giallo-dei-mila-euro-spediti-dal-killer-alla-famiglia-in-tunisia-4OPzx05f8cx7n24G2t3PrL/pagina.html

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    6. Ma i siti francesi, ad un giro veloce, passano dal condizionale alla smentita...

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  7. E il 17enne Afghano residente in Baviera, che è salito su un treno e ha preso ad accettate gente a caso, che giustificazione aveva? che motivo aveva di odiare i tedeschi? Nessuno stato può garantire la piena felicità e soddisfazione a tutti, la differenza è che il ragazzino "occidentale" in piena esaltazione adolescenziale, sfoga le proprie frustrazioni familiari e sessuali ammazzandosi di seghe, fanatizzandosi per qualche videogame,prendendosi qualche sbornia e sperimentando un po' di droghe, e se si tratta di giovane particolarmente coglione facendo risse allo stadio. L'adolescente musulmano invece, nel caso in cui sia particolarmente coglione affronta le stesse frustrazioni adolescenziali affiliandosi all'ISIS, e massacrando qualche "infedele"!
    Bella differenza, ma non possiamo farcene una colpa, l'unica colpa di Paesi come la Germania e la Francia è di aver fatto entrare in casa propria troppa di questa gente, senza riuscire ad integrarla sul serio.
    Però anche gli immigrati cinesi non è che sono stati accolti stendendogli un tappeto rosso, non si sono affatto integrati e vivono nei loro ghetti, nelle loro "china town", lavorando come schiavi al servizio di altri connazionali mafiosi. Ma non è mai capitato che un cinese, frustrato per la vita di merda che deve fare in occidente per tirare a campare, e mosso dal senso d'ingiustizia per la differenza economica che ci può essere tra lui e il suo padrone cinese, o tra lui e un europeo mediamente benestante, abbia avuto la brillante idea di vendicarsi falciando un centinaio di persone con un tir!
    Eppure ci saranno sicuramente rumeni, ucraini, cinesi o sudamericani sfigati, divorziati, pieni di debiti e di problemi, emarginati e ghettizzati, ma certe cose non le fanno(magari commettono altri tipi di crimini, ma stragi terroristiche no)

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  8. Col senno di poi, il vero errore è stata la guerra in Iraq, che ha consolidato un gruppo di terroristi come capace di tenere in scacco paesi interi, e ha distolto risorse importanti dalla lotta ad Al Qaeda in Afghanistan. Quella era una risposta per certi versi dovuta, che se portata fino in fondo avrebbe soffocato sul nascere i movimenti jihadisti e ricreato uno stato almeno parzialmente laico.

    E tra gli effetti, taccio della distruzione di credibilità degli USA e del prosciugamento delle casse federali.

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    1. "anche col senno di prima..."
      Perfetto

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  9. Stefano senz'altro non hai torto e in più la Chiesa ha sulla coscienza crociate e inquisizione ma col tempo , a partire dall'illuminismo, ha ammorbidito le sue posizioni teologiche e si è aperta alla scienza e alla modernità (anche se con fatica ). Diciamo che è abbastanza al passo con i tempi ed è diventata più critica verso la Bibbia proprio perchè composta da uomini intelligenti. Da noi in occidente si progredisce perchè Essa non ha ostacolato il libero pensiero più di tanto cosicchè filosofi come Kant o Hegel hanno fornito straordinari impulsi intellettuali fino ai nostri più moderni pensatori. Gli arabi si sono fermati ad Avicenna e Averroè poi gli è morto il cervello e si sono ammuffiti e decomposti . Per i loro miserabili Himam conta il potere fine a se stesso e, ripeto, il controllo delle masse. Credono ancora alla guerra santa e alle settantadue vergini in Paradiso. Ma da sti' beduini puzzolenti che ce voi tirà fori ?
    Gli occidentali fanno finta di credere ma poi fanno come gli pare. Se non altro non siamo ipocriti : nessuno lapida una adultera perche sappiamo tutti di essere peccatori e avere un pochino di coscienza sporca. Loro sono precisi invece ! Quando qualche volta mi capita di parlarci scopro che trasudano ignoranza e malafede tipici di chi invidia le conquiste dell'Occidente. Sono depressi, falliti e frustrati. Un prodotto proprio del loro pensiero limitatissimo e subnormale, un prodotto della loro religione appunto. Quoto il rispetto verso quegli altri subnormali dei cinesi : se non altro non fanno male a nessuno e crepano in silenzio senza ribellarsi. Sono cinesi appunto !
    maxim
    maxim

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    1. Se la chiesa "a partire dall'illuminismo ha ammorbidito le sue posizioni teologiche" e "è abbastanza al passo con i tempi" è opinione discutibile e comunque ci è stata costretta "obtorto collo". Sul rapporto fra chiesa e illuminismo ricordo un bel post di Malvino di molto tempo fa ma non riesco a rintracciarlo.

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  10. Proprio se ci si considera in guerra occorre agire oculatamente e coltivare gli alleati, evitando di gettarli nelle braccia del nemico per assecondare politicanti disonesti o stupidi in sinistra congiunzione con attempati pseudointellettuali disadattati e sociopatici.

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  11. chiedo scusa ... non mi ero firmato: ettore gonzaga

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  12. Gli attempati pseudointellettuali disadattati e sociopatici, ma con portafogli e poteri illimitati, sono coloro che dettano l'agenda mondiale e giocano a Risiko con il mondo, Averroè e Avicenna erano ebrei convertiti, insomma marrani per i cristiani, e le uniche glorie intellettuali dell'Islam, Maometto era un cammelliere che sposò una vedova molto più vecchia per ereditare un caravanserraglio redditizio assai, senza calcolare tutte le altre mogli.....anche dopo morti per l'Islam si fotte, o forse solo dopo morti. A' la guerre comme à la guerre,ormai ci siamo e dovremo subire.....i cinesi hanno molto da insegnarci.

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    1. "Averroè e Avicenna erano ebrei convertiti... e le uniche glorie intellettuali dell'Islam". Sicuro sicuro? Ci scommetterebbe almeno uno zebedeo?

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  13. Beite, Herr Weissbach....

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  14. Oggi ho avuto conferma che il mio splendido nipote è vittima di bullismo, posso solo immaginare a quali pressioni sia sottoposto, e immaginarlo mi fa male. Ieri mi sarei limitato ad archiviare queste stragi come gesti di folli emarginati ai quali l'Isis ha dato un'occasione di riscatto. Oggi mi chiedo come persone capaci ed intelligenti possano pensare all'assassinio e al suicidio come unica via di scampo. Quali traumi subiti nel corso della loro vita hanno spinto persone potenzialmente capaci di arricchire l'umanità a volerne la distruzione? Certamente il terreno che ha accolto questi semi dell'odio era assai fertile per farli germogliare.
    Alberto Garbato

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    1. Lo suggerisco come paradosso e mi scuso solo per il tono accorato della sua domanda: pochi calcinculo!?

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    2. o troppi? Vede alla fine è una questione di punti di vista. Certamente il punto di vista di un folle sfugge alla nostra comprensione, impossibile interpretarne i pensieri e i principi che lo dominano implacabilmente, ma questi hanno sempre avuto il sopravvento su di lui? Quando si sono insinuati nella sua mente? Non faccio il benpensante: per me una persona che è marcia dentro lo resta in ogni tempo ed in ogni ambiente ma quest'ultimo può fare la differenza tra il criminale incallito e lo "stimato membro della nostra comunità". E dunque l'ambiente in cui viviamo è realmente dominato da quei valori dei quali noi occidentali ci riteniamo custodi e portatori? A prescindere dal noto motto liberté, égalité, fraternité che fatica a filtrare nella banlieu parigina, nel nostro quotidiano la solidarietà, il senso di legalità, l'empatia per il prossimo è esercizio spontaneo e costante? o non sono forse l'egoismo, la diffidenza, l'indifferenza, la furbizia, la prevaricazione del più debole, i valori che tolleriamo, diamo per scontati e di cui talvolta ci facciamo persino vanto? Da quali valori hanno preso le distanze questi folli? Si sono autoemarginati per la troppa democrazia, la troppa libertà, il troppo amore?
      Alberto Garbato

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